I Target Commerciali Generazionali

Kids (04-10) L’offerta di animazione per kids più recente, presuppone uno spettatore competente e smaliziato, in grado di affrontare testi anche complessi. Attiva una pratica frequente di parental co‐viewing con i dispositivi a disposizione dei genitori (Generation X) e non esclude la persistenza di un’area di prodotto più tradizionale e conservativo che rimane comunque importante. La grafica dei prodotti è più semplice, ma più eccentrica e la condivisione di passioni con i genitori è marcata e presenta uno storytelling più complesso e articolato

Twins o Generazione Z (10-18) include i nati dagli inizi del 1999 fino al 2010. Sono nativi digitali e manifestano un interesse intenso per la fiction live action poichè la identificano come un luogo di proiezione aspirazionale di sé e della propria attitudine alla socialità. Centralità del plot e temi sentimentali in una varietà di declinazioni attirano il loro interesse, così come i temi e le ambientazioni familiari e scolastiche, con frequente declinazione musical . Sono più disposti a pagare un provider online per i contenuti, infatti 4 giovani su 10 hanno in media un abbonamento via cavo o satellite che vogliono disdire, a favore di un’opzione solo online. La fruizione è assolutamente on demand, poichè vogliono vedere i contenuti tutti i giorni e più volte al giorno. La caratteristica più rilevante, soprattutto per i più giovani, è il binge watching (guardare diversi episodi di fila) facendo, a volte, delle vere e proprie “maratone”. Il 20% dei ragazzi compresi fra i 16 e i 19 anni di età, passa ogni giorno più di tre ore su YouTube e la generazione compresa fra i 16 e i 19 anni passa quasi il 60% del suo tempo dedicato alla visione su piattaforme mobili (tablet e smarthpone). Lo smartphone è inoltre lo strumento preferito per guardare video dal 30% dei più giovani.

I Millennials o Generazione Y e l’ULTRA mondo di oggi (18-34) nati fra i primi anni ’80 e la metà degli anni ’90, quindi compresi fra i 18 e 35 anni, sono cresciuti connessi, vivendo sulla cresta dell’ onda della rete e dei social. Definiti choosy e narcisisti rappresentano il 24% della popolazione mondiale. Un rapporto COOP dice che In Italia sono 8,6 milioni, 50,5% maschi e 49,5% femmine e che il 42% vive al nord, i restanti si concentrano maggiormente al sud e nelle isole, meno in centro Italia. Uniscono quelle caratteristiche umane dei giovani di sempre, all’ ULTRA mondo del digitale e il mix che ne esce è ben da studiare, perché i Millennials avranno in mano il mondo che “succederà” a breve. Di seguito i tratti di questa generazione che più mi hanno colpito, presi da letture di cui riporto i link in questo post.

Ultra sentimenti. Love & hate Possono nutrire amore e odio per uno stesso brand e non ammettono bullshit, vogliono verità e trasparenza, desiderano che un brand li aiuti a sentirsi speciali. Vanity Fair ha pubblicato ieri una classifica sui 10 brand più amati (a questo punto forse anche odiati) dai Millennials. Li riporto di seguito per comodità: 1. Apple / 2. Target / 3. Nike / 4. SONY / 5. CocaCola Company / 6. Samsung / 7. Walmart / 8. Amazon / 9. Microsoft / 10. Victoria’s Secret.

Ultra dicotomia. L’ offline è il nuovo online Digitali, globali, il 93% si collega da mobile. Proprio perché viventi online amano incontrarsi offline (Near Me). L’ online è infatti più esaltante per gli Adopter che per i Millennials che lo vivono come ordinario. Ultra personalizzazione. Democratici amanti dell’ unicità chiedono che tutti possano accedere a servizi e informazioni, condividono molto, amano tutti i brand inclusivi ed aperti ma quando cercano qualcosa per loro vogliono che sia unico e super personalizzato.

Ultra informazioni. #nofilters A portata di finger tip hanno tutto: dai Pokemon nel loro giardino, alla violenza da Horror (che però è reale), alla goliardìa degli YouTuber, allo shopping e sono pronti ad andare a comandare con un drink in mano. Il Moloko Vellocet come idea non è passata di moda nella vita notturna (non per tutti si intende), il bullismo dell’ULTRA mondo di oggi fa apparire romanzata l’ultra violenza del film di Kubrick ma controbilanciamo: in questo mondo non facile i Millennials mostrano una ULTRA sensibilità alle tematiche etiche ed ambientali e l’apertura a nuove forme di consumo sostenibile, perché sanno che il mondo in cui vivono è il loro.

Generazione X (35-49)

Questa è anche la mia generazione, compresa fra il 1969 ed il 1980, non nativi digitali, ma del digitale abbiamo visto tutto e abbiamo assistito alla sua nascita ed evoluzione.Dai modem a 56K, alla nascita dei social, dalla sviluppo della banda larga, alle App.

La Generazione X è conosciuta come una delle generazioni più intraprendenti e tecnologiche della storia americana ed europea e a loro si deve in gran parte dell’espansione del web.

Baby Boomers (50-64), sono i nati dopo la Seconda Guerra Mondiale, un periodo di grandi speranze che aveva portato appunto ad un boom delle nascite. Sono i ragazzi che hanno fatto la rivoluzione culturale degli anni Sessanta, e sono andati al potere per la prima volta con Bill Clinton. Questo gruppo si è chiuso nel 1964 ed è stato seguito dalla “Generation X”, cioé i nati fra il 1965 e il 1980. I sociologi l’hanno definita “X” per la sua indeterminatezza, e in certi casi alienazione. La generazione più sfortunata, per molti versi, perché è arrivata troppo tardi per partecipare ai travolgenti anni Sessanta, e troppo presto per essere al centro della rivoluzione digitale. Questo posto lo hanno preso i “millennials”, nati fra il 1981 e il 1997, che ora stanno diventando il gruppo più numeroso degli Stati Uniti. Il mutamento dipende dal fatto che i “baby boomers” cominciano a morire, mentre i “millennials” continuano ad immigrare negli Usa, aumentando le loro file.

Il passaggio del testimone dai “boomers” ai “millennials”, però, è significativo e anche controverso. I nati fra il 1946 e il 1964, infatti, si vantano di aver cambiato la società, inventando l’impegno politico. I “millennials”, invece, vengono descritti spesso come freddi, distaccati, egoisti, immersi nella realtà digitale e disinteressati alla società che li circonda. Anche qui probabilmente si tratta di stereotipi, perché sono la generazione che ha creato “Occupy Wall Street”, ha premuto molto per la lotta contro il riscaldamento globale, e in parte ha guidato le proteste razziali esplose dopo gli scontri dell’estate scorsa a Ferguson. Qualunque sia il giudizio su di loro, e sulle categorie in cui i sociologi cercano di raggrupparci, non c’è dubbio che i “boomers” stanno entrando nella fase del declino e la società americana ha cominciato l’ennesima trasformazione che la rinnoverà.

Silent (Over 65), è ancora il target che, nella parte dei casi, sostiene tutti gli altri 🙂

Lascia un commento